Tempo Balsamico - Periodo in cui Raccogliere le Piante
In Naturopatia, Erboristeria e Botanica il tempo balsamico è il momento del ciclo vitale (del vegetale) in cui una certa pianta presenta il contenuto ottimale di fitocomplesso [non necessariamente la massima concentrazione dell’insieme dei principi attivi (o fitocomplesso), perché in alcuni casi un eccesso di alcuni principi attivi potrebbe essere tossico] ed è, di conseguenza, il momento più indicato per la sua raccolta, e/o, per la sua trasformazione/utilizzo, in modo tale che abbiano un'azione benefica maggiore.
Chiaramente non è un momento che si possa definire con estrema precisione, perché dipende da molti fattori: la latitudine, l'altitudine, l'esposizione al sole, agli agenti atmosferici e le tecniche di coltivazione; si è definito comunque un periodo di uno o due mesi che, alla latitudine in cui si sta scrivendo questa informativa, è considerato il periodo migliore. Ad esempio si è notato che la composizione di piante coltivate in località geografiche diverse risulta essere differente e così anche il loro tempo balsamico (in molti casi il tempo balsamico si verifica in corrispondenza della fioritura. Il concetto di tempo balsamico è, comunque, relativo, in quanto è vero che la quantità di fitocomplesso (cioè l’insieme dei principi attivi contenuti) di una pianta può essere maggiore in un periodo dell'anno piuttosto che in un altro, ma è anche vero che la composizione qualitativa può essere talmente diversa da determinare differenti effetti terapeutici e/o tossici. Ad esempio: “L'olio essenziale di Santoreggia è maggiormente dotato di attività fluidificante ed antinfiammatoria se estratto in ottobre mentre ha una più forte attività antimicrobica (ma è anche più irritante) se viene estratto in maggio.”1
Visto che i cambiamenti nel rapporto tra i costituenti della pianta possono dare azioni terapeutica differente, ne consegue che il concetto di tempo balsamico secondo l'accezione classica non è sufficientemente valido e che per avere un'idea migliore delle proprietà terapeutiche non è sufficiente misurare solo la quantità totale di principi attivi ma anche la loro composizione qualitativa.
Quando è bene raccogliere le piante salutari?
- Nei giorni di sole perché, se si raccolgono bagnate, potrebbero ammuffire;
- La mattina presto o la sera in modo che siano fresche e turgide;
- La luna piena è il momento ottimale per raccogliere le parti fuori dal terreno (foglia, fiore, gambo e corteccia), così anche il periodo di Luna Crescente in cui si raccolgono in particolar modo: i fiori nei segni d'Aria (Gemelli, Bilancia e Acquario), le foglie nei segni d'Acqua (Cancro, Scorpione, Pesci), i frutti e i semi nei segni di Fuoco (Ariete, Leone, Sagittario).
- La luna nuova è il momento migliore per raccogliere le radici, come anche nei periodi di Luna Calante e nei giorni di Terra (Toro, Vergine e Capricorno), sia per consumarle fresche che per conservarle.
- nel loro tempo balsamico.
- Stagioni:
- Nella stagione autunnale, le parti delle piante in cui si trova la maggiore energia sono le Cortecce, le Resine, i Bulbi, e i Frutti (autunnali).
- Nella stagione invernale: Radici, Gemme, Foglie, Fiori e Frutti invernali
- Nella stagione primaverile: Gemme, Foglie, Fiori e Frutti primaverili
- Nella stagione estiva: Resine, Fiori e Frutti estivi
È bene tener presente che tale periodo varia anche in funzione dalla parte della pianta che si raccoglie.
A seguire si evidenziano i periodi migliori per parte di pianta
Le parti della pianta e periodo in cui è bene raccoglierle
- le Foglie e gli Steli: si raccolgono poco prima della fioritura, ancora giovani e completamente sviluppate/i. Per molte piante è l'inizio della primavera il periodo più adeguato, perché l’energia della pianta è tutta impiegata a produrre fiori, mentre le foglie pian piano appassiranno. Molte piante, quando in fiore, non presentano quasi più foglie; alcuni esempi sono: la borsa di pastore (Capsella bursa pastoris) o la cicoria (Cycorhium intybus)... come è risaputo che il basilico per avere abbondanza di foglie si deve evitare che vada in fiore. Lo stesso vale per il carciofo, la menta o la melissa (di quest’ultime su può fare più raccolti in un anno se si vive in ambienti con clima temperato).
- Gemme: la raccolta delle gemme è apparentemente distruttiva, difatti è bene raccoglierne poche, su rami distinti, in piante diverse, qua e là, per non arrecare un danno alle piante (anche se le piante nell'arco di 20 giorni sono in grado di rigenerare le gemme sottratte).
Se Le gemme si raccolgono nel periodo immediatamente precedente la loro schiusa ("..quando iniziano a gonfiarsi ma non hanno ancora perso le perule e lasciato uscire i nuovi germogli). Il tempo balsamico per i germogli nella maggior parte delle piante è a fine inverno. "... le gemme sono la parte delicata e perennante della pianta, dove sono racchiuse le informazioni per continuare a produrre nuove foglie, nuovi fiori, nuovi rami, nuovi frutti..." - fiori: da raccogliere all'inizio della fioritura, quando non sono ancora aperti, oppure durante la fioritura, ma non ancora secchi. Il momento della prima fioritura i fiori, a guardarli, sono avvolti da un’aura lucente, che riflette i luminosi raggi di cui si nutre. Quando si lascia passare l’attimo di prima fioritura, cioè quello di massima vitalità i fiori perdono la loro luce scintillante e quindi le corrispondenti proprietà. Il fiore del biancospino poco dopo la fioritura lo evidenzia, perché gli stami da rosati divengono nerastri. Come anche le infiorescenze dell’elicriso (Helichrisum italicum) e quelle della verga d’oro (Solidago virgaurea), vanno raccolti ne momento giusto, perché dotati di una tale forza interna che il processo di maturazione va avanti per giorni anche dopo la raccolta. "I fiori delle rose profumate vanno raccolte all’alba mentre quelli del gelsomino la notte, quelli della cicoria (Cichorium intybus) prima di mezzogiorno e quelli dell’escolzia (Escholtzia californica) in mattinata".
- frutti: i frutti a polpa secca si raccolgono in piena maturazione, quelli succosi invece poco prima della completa maturazione; Un esempio di frutti comunemente usati sono quelli: del finocchio, dell’anice, del cumino nero, del coriandolo.
- semi: si raccolgono prima che cadano spontaneamente, oppure dal frutto molto maturo; Un esempio di semi comunemente usati sono quelli: della borragine (Borago officinalis), dell’enagra (Oenothera biennis) e della nigella (Nigella sativa).
- corteccia: nelle conifere è bene raccoglierla in primavera, in altri alberi in inverno, in alcuni casi solo nelle piante adulte, o con periodo vegetativo superiore all'anno e mezzo (Es. dal Salix alba si preleva la corteccia di 2 o 3 anni, per non rovinare le parti più vecchie). Il tempo balsamico della corteccia è in primavera con la ripresa vegetativa, cioè nel periodo in cui la linfa è sale a per dar luogo dall’apertura delle gemme. Un esempio sono: il salice di cui si preleva la corteccia per il maggiore contenuto in salicilati; la betulla (Betula alba e B. pubescens dalle proprietà diuretiche e antireumatiche); la quercia (Quercus sp.pl); il castagno (Castanea sativa) [ambedue utile in caso di diarrea e di ferite grazie all’azione astringente del tannino].
- bulbi: vanno presi dopo la fioritura;
- radice e rizomi: si raccolgono quando la pianta è a riposo vegetale, o, stasi vegetativa, cioè quando cioè tutta l’energia e le sostanze di riserva delle piante sono stipate sottoterra e trattenute nelle radici. L'inverno è in genere il periodo migliore, se si è in grado di identificare la pianta, per raccogliere le radici delle piante bienni e perenni; oppure per una più facile identificazione è meglio raccoglierle quando iniziano a spuntare i primi germogli a fine inverno. Per fare un esempio: le piante bienni, come la bardana (Arctium lappa), vanno prelevate a inizio del loro secondo anno di vita, perché quando si aspetta che la pianta sfiorisca (appunto il secondo anno), si trova la radice secca. La raccolta delle radici è un'azione particolarmente distruttiva perché nelle radici c'è la vita dell’intera pianta, perciò è bene lasciarne sempre una parte nel terreno, così da consentire una nuova rinascita. Le piante che si possono tranquillamente dividere per rimetterne in terra una parte, la cui ricrescita che avviene facilmente dalle radici sono: l’echinacea (Echinacea purpurea), la consolida (Symphitum officinalis), il rafano (Amoracia rusticanum) e l’inula campana (Inula helenium). Si sacrificano invece l’intera pianta con le radici della cicoria e del tarassaco (Taraxacum officinalis) , a meno che non si riesca a rimettere nel terreno la parte sommitale che presenta gemme.
- tuberi: si raccolgono al momento della fioritura.
Punto di vista della Segnatura Planetaria
La morfologia e il comportamento di una pianta (Secondo la teoria delle segnature) svelano il suo utilizzo in ambito fitoterapico. Tale dottrina risalente a tempi antichi, tra i tanti, venne utilizzata anche da Paracelso (Theophrastus Bombastus von Hohenheim) e successivamente da Jakob Boehme (che la codificò nella “Signatura Rerum”). Prima della farmacologia moderna caratterizzata dall’indagine chimica, la dottrina delle segnature dominava la conoscenza nella fitoterapia. Uno degli ultimi ricercatori ad usarla fu Rudolf Steiner nell’antroposofia.
Dal punto di vista della dottrina della segnatura planetaria le parti delle piante hanno i seguenti influssi sulle parti dell’organismo umano:
- le radici agiscono sul cervello e sono legate a Saturno e all’elemento Terra.
- le foglie e il fusto agiscono sugli organi del torace. Le foglie sono legate alla Luna e all’elemento acqua, il gambo a Marte e all’elemento Fuoco.
- i fiori sugli organi riproduttivi e sono legati a Venere e all’elemento Aria.
- frutti e semi sugli organi del ricambio. I frutti sono legati a Giove e i semi a Mercurio e all’elemento Fuoco.
TRADIZIONE SPAGYRICA: LA RACCOLTA SECONDO IL CALENDARIO PLANETARIO
Giacché ogni pianta si sviluppa sotto l’influsso planetario, essa ha virtù e caratteristiche analoghe a quelle dei Pianeti a cui è interconnessa, quindi (secondo gli orari desunti dal calendario caldaico) è bene raccoglierle il giorno e l’ora in cui i pianeti ad essa corrispondenti è prominente.
I 7 PIANETI ed i giorni della settimana ad essi corrispondenti:
- Le piante influenzate dalla LUNA, si raccolgono di lunedì.
- Le piante influenzate da MARTE, si raccolgono di martedì.
- Le piante influenzate da MERCURIO, si raccolgono di mercoledì.
- Le piante influenzate da GIOVE, si raccolgono di giovedì.
- Le piante influenzate da VENERE, si raccolgono di venerdì.
- Le piante influenzate da SATURNO, si raccolgono di sabato.
- Le piante influenzate dal SOLE, si raccolgono di domenica.
Per calcolare l’ora planetaria nello specifico giorno della settimana esistono diversi sistemi, il più usato è quello ‘mobile’, che si può riassumere con la seguente successione, che inizia di domenica e si ripete ogni 7 ore:
- Sole
- Venere
- Mercurio
- Luna
- Saturno
- Giove
- Marte
Al fine di spiegarla meglio le piante solari andranno raccolte nel loro periodo balsamico, di domenica e nelle ore in cui è più presente il sole (pianeta), ragion per cui poiché la Domenica inizia col levar del Sole, dalle 00 all’una è la prima ora del Sole, che si ripresenta dopo 7-14 ore. Il lunedì inizia con la Luna (dalle 00 all’una), a cui segue l’ora di Saturno, poi di Giove e di Marte, ecc.
La medesima regola vale sia per le preparazioni che per le assunzioni delle soluzioni spagiriche.
In altre parole in base alla «Sequenza Caldaica» a ciascuna ora è associato un pianeta (l’ordine della successione dei pianeti va dal più distante dalla Terra al più vicino), per questo l'ordine è il seguente: Saturno -> Giove -> Marte -> Sole -> Venere -> Mercurio -> Luna .
Colgo l'occasione per linkare questo sito, sempre aggiornato che molte persone che raccolgono usano come punto di riferimento: Calcolo Ore Planetarie - Online
Casomai t'interessi l'argomento ti consiglio di leggere: Sequenza Caldaica Planetaria ( di Angelo Angelini)
Note
[1] Fonte: wikipedia
Fonti
- Esperienza Personale.
- Corsi di Studi Teorici e Pratici in Presenza, principalmente:
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Autore
Aiuto a migliorare lo stato d’animo, il livello di salute, e, la qualità di vita di chi si avvale dei miei servigi, in accordo con eventuali prescrizioni mediche.
Mi avvalgo di Valutazioni Analogiche, di Analisi per via Riflessa, di Test di verifica, e, di tecniche come la Riflessologia, la Kinesiologia, l’Iridologia, la Fisiognomica, la Posturologia. Utilizzo il colloquio conoscitivo per comprendere la tipologia di persona che mi si presenta, così da capirne: somatizzazioni, umori, temperamento, tendenze, propensioni, predisposizioni costituzionali, …eventuali squilibri fisici, bio-energetici, e, mentali… così come, esigenze individuali, e, alimentari.
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